
Non soltanto custodi della memoria e delle tradizioni, ma realtà vive e concretamente impegnate nella società. È questo il volto delle Associazioni d’Arma emerso dalla conferenza “Le Associazioni d’Arma tra storia, cultura e solidarietà sociale”, promossa dall’A.P.S. Fogolar Furlan di Roma e svoltasi il 17 giugno 2026 presso la sede dell’UNAR.
Il presidente nazionale di ASSOARMA, generale di Corpo d’Armata Paolo Gerometta, ha illustrato storia, finalità e prospettive di un mondo associativo che, oltre cerimonie e commemorazioni, continua a mettere esperienza, competenze e spirito di servizio a disposizione delle Istituzioni e dell’intera collettività.
L’associazionismo in Italia è il pilastro del Terzo Settore, con oltre 350.000 istituzioni no profit attive nel volontariato, cultura, sport e promozione sociale. In tali ambiti, operano anche le 40 Associazioni d’Arma riconosciute dai Ministeri della Difesa, dell’Interno e delle Finanze con i loro Soci che sono complessivamente pari a circa un milione. Esse si propongono come riferimento per tutto il personale militare e civile, appartenente alle Forze Armate, alle Forze di Polizia ad ordinamento sia militare sia civile ed al Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, che intenda partecipare ad un progetto di vita come rinnovato “servizio” che consenta loro di mantenersi solidali, uniti e proficuamente attivi anche nel sociale. Con la sospensione della “Leva”, è altresì aumentato il numero di coloro che pur non avendo mai prestato servizio nelle suddette Forze e Corpi Armati dello Stato ne condividono Valori, Tradizioni ed amore per la nostra Patria.

Ogni Associazione, oltre a porre i suoi iscritti in continuità di servizio con i colleghi che hanno l’onore di servire l’Italia in uniforme, attua tutte quelle iniziative che tendono a realizzare una più diffusa e responsabile conoscenza tra tutti i cittadini delle tematiche riguardanti la Difesa, la Sicurezza ed il Soccorso Pubblico. Inoltre, mettendo a disposizione delle Istituzioni sul territorio una forza qualificata, volontaria e formata all’autodisciplina, esse tendono a realizzare, concretamente e nel quotidiano ogni forma di solidarietà e di generosa fraternità mediante lo scambio di servizi, l’organizzazione di iniziative a carattere sportivo, con finalità culturali e di salvaguardia della Memoria nonchè di interventi di valore sociale.
Per questo la maggior parte delle Associazioni d’Arma si pongono costantemente a disposizione delle Autorità costituite, nazionali e locali, per il servizio alla collettività sia in veste di ordinario ausilio alla vita ed al benessere di tutti i cittadini – in special modo quelli più deboli e bisognosi – sia per intervento in caso di emergenze attraverso le proprie componenti specialistiche di protezione civile.
Dal punto di vista storico, gli attuali Sodalizi traggono la loro origine dalle “Associazioni di Mutua Assistenza tra i Militari in Congedo” che nacquero dopo la promulgazione dello Statuto di Carlo Alberto nel 1848 in modo spontaneo e localistico. In forma moderna, le società di mutuo soccorso furono sostituite quasi ovunque dalle Associazioni d’Arma che si consolidarono principalmente nel primo dopoguerra, nella considerazione che la partecipazione generalizzata della Nazione al conflitto aveva valorizzato il collegamento tra militari e società civile. Durante il ventennio fascista, a tutte le Associazioni furono imposti analoghi indirizzi organizzativi ed in pratica subirono una trasformazione ordinativa che le rese molto simili ad unità operative delle varie Forze Armate (Compagnie, Squadroni, Reggimenti, ect.). Ciò si protrasse dagli anni ‘30 fino al termine del secondo conflitto mondiale, fermo restando che molti appartenenti a tali Sodalizi parteciparono attivamente alla Guerra di Liberazione sia nelle Unità regolari cobelligeranti sia nelle Formazioni partigiane soprattutto in quelle inquadrate nel Corpo Volontari della Libertà agli ordini del Gen. Raffaele Cadorna.
Con il dopoguerra e superando molteplici difficoltà, le Associazioni gradualmente si ricostituirono ritornando alle originarie e storiche denominazioni ed acquisendo tutte le caratteristiche di Enti Morali, apolitici, apartitici ovviamente senza fine di lucro. Dal 1982, con apposito Decreto Ministeriale, è stato istituito l’Albo delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma tenuto dal Ministero della Difesa che ne esercita anche l’alta vigilanza. Le Associazioni d’Arma si differenziano di norma da quelle Combattentistiche perché fanno riferimento diretto ed esclusivo a Armi, Corpi e Specializzazioni di Esercito, Marina militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Corpo della Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.
Per essere sul territorio e nella società un riferimento maggiormente credibile ed operativo, dagli anni 90 le Associazioni d’Arma hanno maturato l’esigenza di un maggior coordinamento interno volto altresì a potenziare le capacità di interfacciamento con le Autorità e le Istituzioni a tutti i livelli. Ciò si è realizzato il 15 dicembre 1998 con la costituzione del Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d’Arma (denominazione contratta: ASSOARMA), dotato di un proprio Statuto e di “personalità giuridica”, con sede in Roma.
Con l’entrata in vigore della riforma organica del cosiddetto “terzo Settore” ed il successivo riconoscimento della specificità giuridica delle Associazioni in parola in tale ambito, le stesse possono iscriversi al RUNTS (Registro Unico Terzo Settore) mantenendo le proprie peculiarità. Questa opportunità consente loro di accedere a bandi, progetti, finanziamenti, 5×1000, unendo la vocazione sociale al supporto della grande “Famiglia in uniforme” e della collettività. Conseguentemente ed in visione prospettica, esse potranno contare su risorse tali da consentirle – auspicabilmente con potenzialità maggiorate – di continuare a tutelare gli interessi morali, valoriali, ed assistenziali dei militari in congedo e pensionati, continuando ad operare nel campo della memoria storica, della cultura non solo di settore e del Volontariato.

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