Crosetto incontra il SACEUR nel pieno dello scontro sui voli USA partiti dall’Italia

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricevuto il generale Alexus G. Grynkewich, Supreme Allied Commander Europe della NATO.

Al centro del colloquio, le principali operazioni dell’Alleanza, la situazione in Kosovo, l’attenzione al fronte sud e il rafforzamento del pilastro europeo della difesa. Il comandante alleato ha inoltre ringraziato l’Italia per il contributo e per le capacità messe a disposizione della NATO.

L’incontro avviene però in un momento particolarmente delicato. Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha dichiarato che circa 500 aerei statunitensi sarebbero decollati dalle basi americane presenti in Italia a sostegno dell’operazione militare contro l’Iran.

Una ricostruzione contestata duramente dal Ministero della Difesa, secondo il quale l’Italia avrebbe autorizzato esclusivamente attività tecniche e logistiche, escludendo ogni impiego direttamente collegato ad azioni di combattimento. La NATO ha successivamente precisato che Rutte si riferiva proprio al supporto logistico e all’assistenza tecnica.

La vicenda ha inevitabilmente riacceso il dibattito sull’utilizzo delle basi alleate presenti sul territorio nazionale e sul reale coinvolgimento italiano nelle operazioni statunitensi. Crosetto si è detto pronto a riferire in Parlamento e a fornire l’elenco dei voli autorizzati.
Il caso si inserisce inoltre nelle crescenti tensioni tra Donald Trump e alcuni governi europei, compreso quello italiano, accusati dal presidente americano di non avere sostenuto adeguatamente Washington nella crisi iraniana.

In questo clima, il colloquio tra Crosetto e il vertice militare dell’Alleanza assume un significato ancora maggiore. Conferma la centralità dell’Italia nella NATO, ma evidenzia anche quanto sia necessario distinguere con chiarezza tra supporto logistico, impegni derivanti dai trattati e partecipazione diretta a operazioni militari.

Una distinzione indispensabile non soltanto sul piano politico, ma anche per garantire trasparenza nei confronti del Parlamento e dell’opinione pubblica.