Roma, la storica caserma “Giacomo Acqua” potrebbe diventare un hotel di lusso

Caserma “Giacomo Acqua” in Piazza del Popolo a Roma

Dopo oltre 150 anni i Carabinieri potrebbero lasciare Piazza del Popolo. Il progetto prevederebbe la riconversione della sede della Legione Lazio. Ma quella non è una caserma qualsiasi: è uno dei luoghi simbolo della storia dell’Arma nella Capitale.

Una delle caserme più importanti nella storia dell’Arma dei Carabinieri potrebbe cambiare destinazione. La “Giacomo Acqua” di Piazza del Popolo, sede del Comando Legione Carabinieri Lazio, sarebbe infatti destinata a essere trasformata in un albergo di lusso, nell’ambito di un progetto che comporterebbe il trasferimento degli uffici e del personale oggi presenti nel complesso.

La notizia, riportata da InfoDifesa e già emersa sulla stampa, parla di un’operazione alla quale si starebbe lavorando da tempo. Una nuova sede per la Legione sarebbe stata individuata in una zona più decentrata della Capitale, ma il trasferimento richiederebbe importanti interventi di adeguamento e tempi non brevi.

Al momento, tuttavia, non risultano comunicazioni ufficiali dell’Arma che definiscano pubblicamente tempi e modalità dell’operazione. Il condizionale resta quindi necessario, soprattutto quando si parla di una presenza istituzionale che in Piazza del Popolo dura da oltre un secolo e mezzo.

Perché la “Giacomo Acqua” non è semplicemente un immobile prestigioso nel cuore di Roma.

La documentazione storica dell’Arma ricorda che il primo contingente di Carabinieri si acquartierò nella caserma di Piazza del Popolo già il 20 settembre 1870, nelle ore successive alla Breccia di Porta Pia. L’edificio, progettato da Giuseppe Valadier e utilizzato in epoca pontificia, divenne così il primo acquartieramento dei Carabinieri Reali nella nuova Roma italiana.

La caserma porta il nome del luogotenente Giacomo Acqua, che partecipò alle operazioni del 20 settembre e fu tra i primi militari dell’Arma a entrare a Roma. Morì in servizio nel 1874 durante un conflitto a fuoco con alcuni banditi nell’agro di Genazzano.

Da allora Piazza del Popolo e i Carabinieri hanno condiviso oltre 150 anni di storia. Da quelle stanze sono passate generazioni di militari e una parte importante della vita dell’Arma nella Capitale. Per questo l’eventuale trasformazione dell’edificio in una struttura alberghiera non può essere considerata soltanto un’operazione immobiliare.

Roma cambia, come tutte le grandi città, e molti edifici pubblici e militari hanno modificato nel tempo la propria funzione. Qui, però, a lasciare Piazza del Popolo sarebbe una presenza che risale praticamente alla nascita di Roma Capitale.

E per chi scrive questa storia c’è anche qualcosa di personale.

È in quella caserma che, molti anni fa, affrontai le selezioni che mi avrebbero portato a indossare per un anno la divisa di Carabiniere ausiliario. Un’esperienza limitata nel tempo, certamente, ma sufficiente perché quelle mura non siano per me soltanto un indirizzo nel centro di Roma. Come per tanti ragazzi della mia generazione, rappresentarono uno dei primi incontri con l’Arma, con le sue regole, i suoi simboli e quella particolare sensazione che si prova la prima volta che si indossa una divisa.

Forse anche per questo immaginare oggi quelle stanze trasformate nelle camere e nelle suite di un albergo produce una sensazione particolare. Gli edifici cambiano destinazione ed è naturale che accada. La memoria, però, merita di essere conservata.

Se il progetto verrà confermato, Piazza del Popolo perderà dopo oltre un secolo e mezzo la sua storica caserma dei Carabinieri. Un hotel di lusso potrà certamente dare nuova vita a un immobile straordinario, ma sarebbe importante che, qualunque sia il suo futuro, dentro quelle mura restasse riconoscibile la memoria degli uomini e delle donne dell’Arma che le hanno abitate dal 1870.

Perché la “Giacomo Acqua” non è stata soltanto una caserma. E per molti, me compreso, non lo sarà mai.