72° Stormo, la scuola interforze dove si formano i piloti di elicottero militari italiani

dIl riconoscimento ricevuto a Loreto accende i riflettori su una realtà poco conosciuta della Difesa. Dal gennaio 2026 il comando del 72° Stormo è insediato a Viterbo, dove sta prendendo forma un polo addestrativo unico ad ala rotante a guida Aeronautica Militare e con una forte vocazione interforze. Una scuola chiamata a formare piloti dell’Aeronautica, delle altre Forze Armate, dei Corpi dello Stato e dei Paesi alleati.

Un premio può essere semplicemente il riconoscimento di un lavoro svolto. In alcuni casi, però, diventa anche l’occasione per guardare più da vicino a una realtà militare che normalmente resta lontana dall’attenzione del grande pubblico. È il caso della “Targa Città di Loreto – 2026”, conferita nei giorni scorsi al 72° Stormo dell’Aeronautica Militare durante le Festività Lauretane, per il contributo offerto allo sviluppo delle capacità della Difesa, all’innovazione, all’integrazione interforze e alla formazione delle nuove generazioni di equipaggi militari.

A ritirare il riconoscimento è stato il colonnello Giovanni Maria Pasqualucci, comandante del reparto, accompagnato da una rappresentanza del personale. Ma proprio il riferimento all’integrazione interforze consente di andare oltre la cerimonia e di raccontare una trasformazione che riguarda direttamente il futuro della formazione dei piloti militari italiani.

Dal 15 gennaio 2026 il comando del 72° Stormo è infatti insediato presso l’aeroporto “Tommaso Fabbri” di Viterbo, dove l’Aeronautica Militare ha avviato la realizzazione di un polo addestrativo unico nel settore dell’ala rotante. Il trasferimento non ha cancellato il ruolo storico di Frosinone, dove continuano a essere assicurate attività manutentive, formative e una significativa presenza operativa, ma ha aperto una nuova fase nella quale Viterbo assume un ruolo centrale nella costruzione di una capacità addestrativa condivisa fra differenti componenti della Difesa.

Il dato che rende particolare il 72° Stormo è semplice: non forma soltanto i piloti dell’Aeronautica Militare. Dalla sua scuola passano infatti frequentatori dell’Esercito Italiano, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e di altri Corpi dello Stato, oltre a personale proveniente da Paesi stranieri. È una struttura nella quale uomini e donne destinati successivamente a operare con uniformi, mezzi e missioni differenti ricevono una parte fondamentale della propria formazione seguendo procedure comuni e standard condivisi.

Nel solo ottobre 2025, per esempio, il reparto aveva consegnato 56 brevetti di pilota di elicottero a frequentatori provenienti dall’Aeronautica Militare, dall’Esercito, dai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dalla Polizia di Stato e dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Un numero che restituisce meglio di molte definizioni la dimensione interforze e interagenzia raggiunta dalla scuola.

Negli anni la collaborazione ha riguardato anche l’Aviazione dell’Esercito, attraverso programmi addestrativi condivisi per il conseguimento del Brevetto Militare di Pilota di Elicottero e l’impiego coordinato di mezzi e istruttori delle due Forze Armate.

È una logica apparentemente semplice ma strategicamente importante: invece di duplicare scuole, infrastrutture, istruttori e procedure, alcune capacità vengono concentrate e condivise, mantenendo poi nelle singole Forze Armate l’addestramento specialistico necessario per le missioni operative.

Imparare a pilotare un elicottero militare, del resto, non significa semplicemente acquisire la capacità tecnica di portare una macchina in volo. La formazione comprende navigazione, volo strumentale e a bassa quota, operazioni in ambiente montano e procedure specifiche che costituiscono la base sulla quale ogni pilota costruirà successivamente la propria specializzazione.

Terminato il percorso iniziale, infatti, le strade si separano. Un pilota dell’Aeronautica potrà essere destinato a reparti impegnati nella ricerca e soccorso, nel recupero di personale isolato o nel supporto alle operazioni speciali; un pilota dell’Aviazione dell’Esercito potrà proseguire verso macchine e missioni differenti, così come un appartenente ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza o ai Vigili del Fuoco utilizzerà quella stessa base professionale in un contesto operativo diverso.

La scuola comune non elimina quindi le specializzazioni: crea un linguaggio iniziale condiviso sul quale ciascuna organizzazione costruisce successivamente le proprie capacità.

Il trasferimento del comando a Viterbo rende questo processo ancora più significativo. La città possiede già una profonda identità aeronautica militare grazie alla presenza dell’Aviazione dell’Esercito e alla lunga tradizione dell’aeroporto “Tommaso Fabbri”. L’arrivo del 72° Stormo aggiunge ora la componente formativa dell’Aeronautica Militare e contribuisce alla costruzione di un polo nel quale competenze, infrastrutture ed esperienze maturate nel settore dell’ala rotante possono progressivamente essere messe a sistema.

La decisione dell’Aeronautica parla esplicitamente di un polo addestrativo unico a guida della Forza Armata e a connotazione interforze, aperto anche ai piloti dei Paesi alleati e partner. Il significato va quindi oltre il semplice trasferimento geografico di un comando. Viterbo può diventare uno dei principali punti di riferimento nazionali per la formazione militare sull’elicottero, in un momento nel quale le piattaforme ad ala rotante continuano ad avere un ruolo decisivo nelle operazioni convenzionali, nelle missioni speciali, nell’evacuazione sanitaria, nel trasporto tattico e nel soccorso.

Negli ultimi anni la parola “interforze” è diventata ricorrente nei documenti e nei programmi della Difesa. Il 72° Stormo consente però di darle un significato concreto. Integrare le Forze Armate non significa necessariamente creare nuove strutture comuni. Può voler dire utilizzare una stessa scuola, condividere mezzi e istruttori, standardizzare procedure e mettere in comune esperienze, riducendo duplicazioni e costruendo fin dall’addestramento una maggiore capacità di operare insieme.

È un processo che diventa ancora più importante con l’evoluzione delle operazioni moderne, nelle quali componente terrestre, aerea, navale, spazio, cyber e sistemi unmanned devono essere sempre più frequentemente coordinati all’interno dello stesso dispositivo. La formazione rappresenta il primo punto nel quale questa cultura comune può essere costruita.

Il generale di Squadra Aerea Francesco Vestito, comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare e della 3ª Regione Aerea, commentando il riconoscimento ricevuto a Loreto ha parlato dell’«eccellenza e professionalità» del personale del 72° Stormo. Il premio, nelle motivazioni, richiama esplicitamente innovazione, resilienza e capacità di contribuire alla formazione degli equipaggi militari del futuro.

Sono parole istituzionali, ma descrivono una trasformazione reale. Dietro ogni elicottero militare che vediamo operare durante un soccorso, una missione internazionale o un’attività addestrativa esiste una lunga catena di formazione, standardizzazione e specializzazione. Una parte importante di quella catena passa oggi dal 72° Stormo e, sempre di più, da Viterbo.

La Targa ricevuta a Loreto diventa quindi qualcosa di più di un riconoscimento celebrativo: offre l’occasione per accendere i riflettori su una scuola che, lontano dalla visibilità dei reparti operativi, sta contribuendo a costruire una delle forme più concrete dell’integrazione interforze della Difesa italiana.