
Dopo l’annuncio di Donald Trump sulla ripresa dei test nucleari, il viceammiraglio Richard Correll chiarisce: nessuna nazione, salvo la Corea del Nord, ha condotto test esplosivi in questo secolo.
Il viceammiraglio Richard Correll, designato a capo dello US Strategic Command, ha dichiarato al Senato di essere “assolutamente fiducioso” nella sicurezza e nell’affidabilità dell’arsenale nucleare statunitense. Le sue parole arrivano dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che aveva ordinato la ripresa dei test “su base paritaria” rispetto a Russia e Cina.
Correll ha tuttavia precisato che né Mosca né Pechino hanno effettuato test esplosivi negli ultimi decenni, e che l’ultimo test nucleare americano risale al 1992. Gli Stati Uniti continuano a garantire la sicurezza delle proprie scorte attraverso il programma “Stockpile Stewardship”, basato su simulazioni e test subcritici.
Secondo Correll, l’annuncio presidenziale potrebbe riferirsi a esercitazioni sui vettori di lancio, non a esplosioni nucleari vere e proprie.
L’intervento di Correll riflette la tensione tra la retorica politica e la prudenza tecnico-strategica del Pentagono. Il dibattito sui test nucleari, simbolo della Guerra Fredda, torna oggi come elemento di pressione geopolitica in un contesto dominato da rivalità tecnologiche e da una nuova corsa all’armamento strategico.

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