“La Trappola” di Peter D’Angelo: quando la fiducia diventa una gabbia

Il nuovo romanzo di Peter D’Angelo, edito da Einaudi Ragazzi, racconta gli abusi nello sport giovanile attraverso lo sguardo di Lia, dodici anni, runner

Titolo: La Trappola Autore: Peter D’Angelo Editore: Einaudi Ragazzi (collana “Einaudi Ragazzi di oggi”) Pagine: 224 Prezzo: € 11,00 Data di pubblicazione: 27 giugno 2026 Età di lettura consigliata: dai 13 anni


Peter D’Angelo, autore Rai (Presa Diretta, Unomattina, Elisir, Agorà, L’Aria che tira) e scrittore già pubblicato da Einaudi, Rizzoli e Fandango, torna in libreria con un romanzo che affronta uno dei temi più delicati e urgenti del mondo sportivo giovanile: gli abusi psicologici e fisici mascherati da relazioni di fiducia.

La trama

Lia ha dodici anni, una passione totalizzante per la corsa e un talento che la porta a essere selezionata per il Centro Federale di Atletica d’Eccellenza. Ad accoglierla è Andrea Rossi, l’allenatore, che le dice: “Sei un diamante non tagliato. Sei speciale”. Lia gli crede, perché vuole credergli, perché ha bisogno di credergli.

Da qui inizia un progressivo ribaltamento della realtà: i regali, l’isolamento dalle compagne, i messaggi notturni, un confine fisico sempre più sfumato. Tutto costruito con precisione perché nulla sembri mai abbastanza grave — al punto che è la stessa Lia, a un certo punto, a dubitare di se stessa.

Il tema al centro del romanzo

Quello che rende “La Trappola” un libro necessario non è la cronaca dell’abuso in sé, ma il racconto del terreno emotivo che lo rende possibile. Come spiega lo stesso D’Angelo, le trappole più efficaci non si presentano mai come tali: sono relazioni fondate sulla fiducia, in cui si crede che l’altro sia vicino per proteggere, aiutare, accompagnare — proprio per questo, quando qualcosa cambia, diventa così difficile accorgersene.

Nel mondo dello sport giovanile può nascere una vera e propria devozione verso gli adulti che custodiscono il sogno di una ragazza o di un ragazzo: allenatori e coach, figure da cui dipendono opportunità, risultati, approvazione. Cristina Varano lo ha definito un “harem competitivo e pericoloso”. A complicare ulteriormente la dinamica c’è la dimensione fisica insita nel rapporto allenatore-atleta — correggere un movimento, sostenere il corpo durante un esercizio — che può rendere il confine tra ciò che è necessario e ciò che non lo è terribilmente labile.

Un romanzo che parla di numeri reali

Il libro si inserisce in un contesto che i dati non permettono più di ignorare. Secondo l’Athlete Culture & Climate Survey, la prima indagine quali-quantitativa italiana sul tema (realizzata da Nielsen per l’associazione ChangeTheGame e presentata nel giugno 2023), quattro atleti su dieci hanno dichiarato di aver subito almeno una forma di violenza — psicologica, fisica, da negligenza o sessuale — prima dei 18 anni.

Anche la Procura Generale dello Sport del CONI ha censito, negli anni, decine di procedimenti disciplinari per abusi, molestie sessuali e pedofilia nel mondo sportivo, con casi che hanno coinvolto allenatori e altri tesserati — un numero che, come sottolinea lo stesso D’Angelo, non coincide necessariamente con il numero delle vittime: un solo responsabile può aver abusato di più persone, mentre molti episodi non arrivano mai a una denuncia. Il caso di Larry Nassar, il medico della nazionale USA di ginnastica condannato per abusi su oltre 150 giovani atlete — tra cui Simone Biles — resta l’esempio più noto a livello internazionale di quanto un singolo predatore possa agire indisturbato a lungo, protetto da un sistema che non ha saputo o voluto vedere.

Perché leggerlo

“La Trappola” non è un libro che spiega l’abuso dall’esterno: è scritto con la voce di un’adolescente che ci è dentro, e che trova — nel punto più buio — la parola giusta per uscirne: no. Una lettura consigliata dai 13 anni in su, utile non solo ai ragazzi che praticano sport, ma anche a genitori, allenatori e chiunque lavori a contatto con il mondo sportivo giovanile: uno strumento in più per riconoscere i segnali di un confine che si sposta, prima che diventi troppo tardi accorgersene.


Il tema trattato in questo libro riguarda un argomento sensibile. Chi fosse coinvolto, direttamente o indirettamente, in situazioni di abuso su minori può contattare Telefono Azzurro al numero 19696, attivo 24 ore su 24.