
Entra in una fase decisiva uno dei più importanti programmi di ammodernamento dell’Esercito Italiano. Il Ministero della Difesa si prepara alla prima grande commessa per i nuovi Main Battle Tank sviluppati nell’ambito della collaborazione tra Leonardo e Rheinmetall. Il valore della prima tranche, secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime settimane, sarebbe stato definito in circa 3,4 miliardi di euro.
Il programma rappresenta uno dei pilastri della trasformazione della componente pesante dell’Esercito e si inserisce in un piano molto più ampio che comprende i nuovi carri armati da battaglia MBT e i veicoli cingolati A2CS – Army Armoured Combat System, destinati progressivamente a rinnovare le attuali linee Ariete e Dardo.
La partita industriale ruota attorno alla Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV), joint venture costituita pariteticamente dai due gruppi italiano e tedesco con l’obiettivo di sviluppare una nuova famiglia di mezzi terrestri e, al tempo stesso, creare un polo industriale europeo capace di competere sul mercato internazionale.
Il percorso è già concretamente iniziato. Nel novembre 2025 è stato sottoscritto il primo contratto per 21 veicoli A2CS Combat, basati sulla piattaforma Lynx KF-41, con un’opzione per ulteriori 30 mezzi. I primi quattro Lynx sono stati consegnati all’Esercito il 27 gennaio scorso al Centro Polifunzionale di Sperimentazione di Montelibretti, segnando ufficialmente l’avvio operativo del programma.
Ora l’attenzione si sposta sulla componente più pesante. Secondo le informazioni provenienti da fonti industriali, la prima tranche dei nuovi MBT avrebbe raggiunto una valutazione di circa 3,4 miliardi di euro, dopo il confronto tra la Difesa e l’industria sui costi della fornitura. Il dato deve tuttavia essere considerato ancora come riferito alla fase di definizione della commessa: non risulta al momento un annuncio ufficiale del Ministero della Difesa relativo alla sottoscrizione definitiva del contratto per tale importo.
Un programma da oltre 23 miliardi
Le dimensioni complessive del progetto sono considerevoli. Il piano di rinnovamento dei mezzi pesanti dell’Esercito viene valutato in oltre 23 miliardi di euro nell’arco di più anni, comprendendo la nuova famiglia di carri armati e 1.050 veicoli A2CS in differenti configurazioni.
Per la componente Main Battle Tank le stime finora circolate indicano circa 270-280 mezzi, destinati a sostituire progressivamente gli Ariete e a riportare la componente corazzata italiana su livelli tecnologici coerenti con gli scenari operativi contemporanei.
Non si tratta, infatti, semplicemente di acquistare un nuovo carro armato. I futuri mezzi dovranno essere inseriti in un sistema di combattimento fortemente digitalizzato, con capacità di condivisione delle informazioni, protezione attiva, integrazione con droni e sensori e possibilità di operare all’interno di uno scenario multidominio.
L’asse industriale tra Italia e Germania
La rilevanza del programma è anche industriale. La joint venture LRMV, con sede legale a Roma e quartier generale operativo a La Spezia, punta a fare della cooperazione tra Leonardo e Rheinmetall uno dei principali poli europei nel settore dei sistemi terrestri.
La nuova piattaforma MBT nasce dall’esperienza tecnologica sviluppata da Rheinmetall con il Panther KF51, ma il progetto destinato all’Esercito Italiano dovrà integrare una significativa componente tecnologica nazionale, con Leonardo protagonista nei sistemi elettronici, nell’architettura digitale e nei sistemi d’arma.
È proprio questo uno degli aspetti strategicamente più rilevanti dell’intera operazione: l’investimento italiano non riguarda soltanto l’acquisizione di nuovi mezzi, ma la costruzione di capacità industriali e tecnologiche che potranno essere utilizzate anche sui mercati internazionali.
La stessa alleanza Leonardo-Rheinmetall guarda infatti oltre il fabbisogno nazionale. Il riarmo europeo e la necessità di sostituire flotte concepite durante la Guerra fredda stanno aprendo un mercato particolarmente ampio per i sistemi terrestri di nuova generazione.
Una trasformazione profonda per l’Esercito
Per l’Esercito Italiano il programma segna soprattutto un cambio di passo. Dopo decenni nei quali le missioni internazionali hanno privilegiato mezzi e configurazioni adatti alle operazioni di stabilizzazione, il ritorno della guerra ad alta intensità sul continente europeo ha riportato al centro la componente corazzata e meccanizzata.
Lo stesso Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, in occasione della consegna dei primi Lynx aveva sottolineato come i nuovi mezzi siano destinati a modificare profondamente il modo di combattere della Forza Armata.
La possibile prima commessa da 3,4 miliardi rappresenta quindi soltanto l’inizio di un percorso destinato a svilupparsi per molti anni. Un programma nel quale esigenze operative, sostenibilità finanziaria e ritorno industriale nazionale dovranno procedere insieme e sul quale, considerate le cifre in gioco, il confronto sui costi e sulle caratteristiche definitive dei nuovi mezzi resterà inevitabilmente centrale.

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