
Istituzioni, imprese e rappresentanti delle principali filiere produttive si sono confrontati sul ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, sulla competitività del Mezzogiorno e sulla necessità di rendere più resilienti le reti logistiche e industriali. Siglato anche un protocollo d’intesa tra ALIS e Confagricoltura.
Le tensioni internazionali, la ridefinizione delle rotte commerciali, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e la crescente competizione tra i grandi sistemi economici stanno trasformando profondamente la logistica e le filiere industriali. Temi ormai centrali non soltanto per le imprese, ma anche per la sicurezza e l’autonomia strategica del Paese.
È questo il quadro emerso a Manduria, dove ALIS – Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile – ha riunito esponenti del Governo, rappresentanti delle istituzioni, autorità portuali, imprese e operatori del sistema produttivo nell’ambito dell’incontro dedicato all’“Impatto degli scenari geopolitici sulla logistica e sulle filiere industriali”.
L’evento, ospitato presso la Masseria Li Reni e moderato da Bruno Vespa, ha offerto l’occasione per analizzare le trasformazioni che stanno interessando il commercio internazionale, il trasporto delle merci, l’energia e le infrastrutture strategiche. Al centro del confronto anche il ruolo del Mezzogiorno e degli hub portuali pugliesi, considerati essenziali per rafforzare la proiezione italiana nel Mediterraneo.
Il Mediterraneo torna al centro
Le crisi che interessano alcune delle principali aree di transito delle merci hanno reso ancora più evidente l’importanza di disporre di collegamenti affidabili, porti efficienti, reti ferroviarie integrate e infrastrutture capaci di garantire continuità alle filiere produttive.
In questo scenario, la posizione geografica dell’Italia può trasformarsi in un significativo vantaggio competitivo. Perché ciò avvenga, tuttavia, è necessario superare frammentazioni, ritardi infrastrutturali e complessità amministrative, costruendo una politica logistica nazionale coerente con le nuove dinamiche economiche e geopolitiche.
Aprendo i lavori, il presidente di ALIS Guido Grimaldi ha sottolineato come la Puglia rappresenti una delle principali porte marittime italiane verso i mercati internazionali. Il Mezzogiorno, ha osservato, sta dimostrando una rilevante capacità di crescita e può assumere un ruolo ancora più incisivo nella trasformazione del Paese, a condizione che continuino gli investimenti in infrastrutture, intermodalità, innovazione e formazione.
Investire nella logistica, in questa prospettiva, non significa soltanto agevolare il trasporto delle merci. Vuol dire sostenere l’export, attrarre capitali, creare occupazione qualificata e rendere più competitive le imprese italiane sui mercati internazionali.
Porti, digitalizzazione e governance
Uno dei passaggi più rilevanti del confronto ha riguardato la riforma della portualità italiana. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha richiamato la necessità di rendere il sistema logistico nazionale più moderno, efficiente e coordinato.
Semplificazione, digitalizzazione e una governance in grado di accompagnare l’aumento dei traffici costituiscono, secondo il viceministro, gli elementi fondamentali per rafforzare la posizione dell’Italia nel commercio internazionale.
Il tema non riguarda soltanto la competitività economica. I porti e le infrastrutture logistiche sono ormai asset strategici, la cui efficienza incide sulla capacità del Paese di reagire alle crisi, diversificare le fonti di approvvigionamento e garantire il funzionamento delle filiere industriali essenziali.
Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ammiraglio ispettore capo Sergio Liardo, l’amministratore delegato di FS Logistix Sabrina De Filippis e i rappresentanti delle autorità portuali del Mar Ionio e dell’Adriatico meridionale.
Il ruolo strategico del Mezzogiorno
Particolare attenzione è stata riservata alle prospettive economiche del Sud. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud Luigi Sbarra ha evidenziato il contributo prodotto dal PNRR, dalla nuova politica di coesione e dalla Zona economica speciale unica.
Il Mezzogiorno, secondo quanto emerso, non deve essere considerato soltanto un’area da sostenere, ma una piattaforma strategica dalla quale sviluppare nuove direttrici commerciali, energetiche e industriali verso il Mediterraneo, i Balcani, il Nord Africa e il Medio Oriente.
La crescita degli ultimi anni dimostra le potenzialità del territorio, ma rende ancora più urgente completare le infrastrutture, migliorare i collegamenti tra porti e retroporti e favorire una maggiore integrazione tra trasporto marittimo, ferroviario e stradale.
Logistica e agroalimentare fanno sistema
Nel corso dell’incontro è stato inoltre sottoscritto un protocollo d’intesa tra ALIS e Confagricoltura. L’accordo punta a rafforzare la collaborazione tra il settore logistico e quello agroalimentare, due comparti fondamentali per l’economia e per l’immagine del Made in Italy.
L’obiettivo è sviluppare iniziative comuni nel campo delle infrastrutture, dell’innovazione, dell’intermodalità e dell’internazionalizzazione delle imprese. Il protocollo prevede anche la collaborazione nell’ambito di AgriFuture Italia, l’osservatorio di Confagricoltura dedicato alle infrastrutture per la competitività del sistema agroalimentare.
La qualità dei prodotti italiani, infatti, non è sufficiente da sola a garantire il successo sui mercati esteri. Servono catene del freddo affidabili, tempi di consegna ridotti, connessioni digitali, sistemi di tracciabilità e reti di trasporto capaci di portare le produzioni nei principali mercati internazionali senza aumentarne eccessivamente i costi.
Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha indicato nell’intelligenza artificiale, nelle reti digitali e nell’intermodalità alcuni dei principali fattori di crescita per il settore primario. Una visione che conferma come la competitività agricola sia sempre più legata alla capacità di integrare produzione, tecnologia e logistica.
Una questione di sicurezza nazionale
Il confronto di Manduria ha restituito l’immagine di un settore che ha ormai superato la dimensione puramente commerciale. La logistica rappresenta una componente essenziale della sicurezza economica nazionale.
La pandemia, le guerre, le crisi energetiche e le interruzioni delle principali rotte marittime hanno dimostrato quanto la dipendenza da un numero limitato di fornitori o corridoi possa mettere in difficoltà interi comparti produttivi.
Per l’Italia, collocata al centro del Mediterraneo e fortemente dipendente dal commercio internazionale, la sfida consiste nel trasformare questa vulnerabilità in un’opportunità. Porti, ferrovie, interporti, piattaforme digitali e collegamenti con il sistema industriale devono essere considerati parti di una medesima architettura strategica.
Il dialogo tra istituzioni e imprese avviato da ALIS indica una direzione precisa: fare sistema per rafforzare la resilienza delle filiere e consolidare il ruolo dell’Italia come ponte logistico, industriale ed energetico tra l’Europa e il Mediterraneo allargato.

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